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11 11 04 | 12.15

Io, mio padre e Roma.
di Silvio Caligiuri

 

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  foto: Silvio Caligiuri
 

Roma si sa, è una fucina di eventi culturali di ogni sorta, organizzazioni pubbliche private, con investimenti da 2 a 6 zeri. Vivere in una città così significa “respirare” la cultura e rendere il quotidiano meno monotono e banale. Grazie al cielo (e agli amministratori di questa città…).

Ho scoperto solo per caso, grazie ad un amico, un'associazione relativamente giovane: la Massenzio Arte, grazie all'opera di alcuni vivaci soci, da qualche anno si cimenta in ardimentose sfide contro ogni tipo di difficoltà burocratica per portare gli artisti giovani e meno giovani, ma comunque tutti di una indubbia valenza, alla portata del grande pubblico.

In uno spazio nuovo di un quartiere periferico, gli ex magazzini generali ora sede dell'Istituto Superiore Antincendi al Testaccio, la Massenzio Arte ha trovato l'habitat naturale per le opere di 23 artisti di diverse nazionalità, scegliendo tra le discipline artistiche più disparate e lasciando spazio alle sperimentazioni più attuali. Niente temi prefissati dunque, né tecniche scelte. L'artista è libero di esprimere la propria creatività estraendo il messaggio artistico che gli viene da dentro e libero dalla forzatura di qualsivoglia schema. Una trovata quanto mai attuale ed efficace, da parte di un'organizzazione, che si trova ad allestire una raccolta di opere contestualizzate ad un periodo in cui non esiste un vero e proprio movimento contemporaneo.

I lavori esposti -tutti indubbiamente dotati di una forte spiritualità in grado di trasmettere emozioni a chi osserva - ci hanno colpito soprattutto per l'originalità di alcune trovate: l'idea che sta dietro all'opera e alla tecnica di realizzazione senza prescindere da quest'ultima.

Tra tutte, una di esse più di altre ha attirato le nostre attenzioni. “Io e mio padre” di Patrizia Sottile era intitolata: Il ricordo di una storia ascoltata dall'autrice nei tempi dell'infanzia dalle labbra del genitore e in qualche modo rivissuta oggi, il racconto contemporaneo di una vicenda sperimentata da due angoli diversi, in posizioni geografiche differenti, e articolato su un libro sviluppato a nastro di circa due metri e mezzo. La scelta netta dei colori, blu e rosso, quasi a voler scandire con profondità le differenze, nell'iter della narrazione, del personaggio che vive quegli stessi attimi. Le immagini, senza dubbio di largo impatto emotivo, si alternano a “ipertesti cartacei” che aiutano la navigazione attraverso questo viaggio, stimolando l'osservatore alla prosecuzione della lettura. Questo è il momento di maggiore comunicazione tra l'artista e l'osservatore: una spinta ad osservare con più attenzione, a proseguire la lettura utilizzando espedienti grafici e non utilizzando esclusivamente la mera curiosità del visitatore.

Un'opera attuale quindi, che riprende gli schemi di altri tipi di comunicazione, legati forse più direttamente ai supporti multimediali.

Leggiamo, perché incuriositi, qualcosa di più di Patrizia Sottile, siciliana ma londinese di adozione, sul catalogo che ci viene offerto gratuitamente all'ingresso. Ci dicono che Patrizia è avvezza all'utilizzo di strumenti, soprattutto installazioni multimediali, per sviluppare una concezione dell'arte fortemente legata alla narrativa. Le sue opere raccontano in un certo senso il viaggio della vita “per conoscere, ritrovare e definire identità e a volte per creare fughe”.

In bocca al lupo a Patrizia Sottile e agli altri artisti che comunque hanno saputo emozionarci in misura più o meno decisa.
Grazie a Massenzio Arte: noi tutti speriamo che non smettano di proporre artisti di questa valenza.
E infine grazie Roma.

Silvio Caligiuri


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VIII PREMIO INTERNAZIONALE
MASSENZIO ARTE

Inaugurazione il 4 Novembre alle ore 18:00.
Interverranno Autorità e il pubblico della Massenzio Arte. Dal 4 al 25 novembre in via del commercio 13. (gazometro)

orario 17.00 - 20.00
L’ingresso è libero.
Info e tel -065745955

 

 

 

 
   
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