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Dissezione di un mito 1/2
di Dario Amedei

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01 Gangs of New York's web site

02 Martin Scorsese
03 Leonardo di Caprio
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La New York di metà '800 è una città non molto dissimile da una qualsiasi cittadina di provincia: case basse in legno, strade impolverate ed una disperata umanità ad animarla. E' su questa scena che Scorsese dipinge magistralmente l'affresco delle vicende umane che narra, spiegandolo e specificandolo, il dramma umano che ha generato la nazione nord-americana. Sanguinosi scontri fra diverse gang (i Nativi, ossia chi da decenni risiedeva a New York e i Conigli Morti) imbrattano quelle strade lercie: è un primitivo scontro fra opposti che mirano a definire il territorio, col pretesto di affermare il principio all'esistenza di chi è nato in quel luogo e di chi ha diritto di viverci perché la terra è di tutti. Il principio, come spesso accade nelle vicende umane, è il termine metafisico che deve giustificare contrasti che, in realtà, sorgono per motivi esclusivamente veniali e materiali: in palio per chi acquista il controllo di Five Points, il malfamato quartiere in cui si svolge l'azione, c'è la riscossione delle tangenti e il dominio sul sistema di vessazione di quella poverissima comunità.
Gli unici principi che sopravvivono -poiché anche il più truce uomo vuole rivendicare un centro di se stesso astratto, non materiale- sono l'onore delle armi: è rispettato chi ha la forza fisica per difendere il proprio onore, non chi ha potere per elezione, e quindi per censo. I politici di Gangs of New York sono personaggi più spregevoli della peggior canaglia di Five Points, poiché non hanno alcun principio: vivono calati e soffocati nella materialità più pura, dove il denaro e la corruzione sono le uniche lingue parlate. In uno scontro di grandissimo impatto visivo e di insopportabile violenza muore il padre (Liam Neeson) di Amsterdam Vallon (Leonardo di Caprio) per mano di Bill "il macellaio" Poole (Daniel Day-Lewis). Sfuggito alla cattura, Amsterdam trascorre 15 anni in riformatorio, da dove esce ormai adulto per ritornare a Five Points a vendicare il sangue paterno.
La vicenda assume in questo punto toni shakesperiani: la vendetta non è l'esito di un processo lineare, ma un travaglio mentale che non si nutre solo di cieco odio, ma anche di una incontrastabile attrazione filiare: Amsterdam, non riconosciuto da nessuno, viene presto preso in simpatia dal Macellaio, ed in breve diventa suo uomo di fiducia. In lui il macellaio ha indubbiamente riconosciuto lo stesso animo indomito e guerriero del padre (l'unico uomo che lui ha ucciso, dirà poi, cui lui accordava una nobiltà guerriera) e vi ha intravisto il figlio che non ha mai avuto. Il rapporto fra i due, prima limpido poiché basato su di un odio cieco ma inequivocabile, si intorbidisce: Amsterdam è costretto ad ammettere che, sotto l'ala protettrice del Macellaio non si sta affatto male. Nello spregevole personaggio che passa il tempo libero a squartare animali e per lavoro squarta esseri umani, egli vede squarci di umanità che si aprono sulla livida superficie della sua anima. La fase di attrazione fra i due ha un suo apice nella scena in cui il Macellaio scopre Amsterdam a letto con la sua protetta Jenny Everdeane (Cameron Diaz), una prostituta di cui si è innamorato. Il Macellaio non si mostra per niente scosso dalla scena, preferendo addentrarsi in una puntigliosa riflessione sulla crisi della civiltà avvolto in una bandiera a stelle e strisce. Lo straniamento dello spettatore è totale: si è tentati di credere alle parole del Macellaio (l'interpretazione di Daniel Day-Lewis è fenomenale, perfetta), si vuole fermamente convincersi della sua redenzione. Scorsese dimostra la sicurezza del maestro e la sua capacità di narrare e persuadere poiché porta lo spettatore a credere addirittura che il Macellaio sia fondamentalmente un buono. Non è affatto chiaro a questo punto che piega prenderà la faccenda: Amsterdam lo perdonerà e riconoscerà in lui un sostituto del padre perso, oppure mediterà ancora vendetta?
Odio e amore si addensano e miscelano fra di loro, fino a quando si consuma il tradimento: l'unico che conosce il segreto di Amsterdam, l'unico che l'ha riconosciuto, lo rivelerà al Macellaio che sventerà l'attentato alla sua vita nell'altrettanto memorabile scena del teatro. Non è un caso che la storia compia una svolta fondamentale proprio nella scena del teatro: è proprio dove il mestiere impone di indossare una maschera che invece le maschere vengono gettate: il Macellaio riacquista il suo demoniaco ghigno mentre sfigura Amsterdam che ha appena rivelato le sue recondite intenzioni tentando di ucciderlo.

 
 
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