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La New
York di metà '800 è una città non molto
dissimile da una qualsiasi cittadina di provincia: case basse
in legno, strade impolverate ed una disperata umanità
ad animarla. E' su questa scena che Scorsese dipinge magistralmente
l'affresco delle vicende umane che narra, spiegandolo e specificandolo,
il dramma umano che ha generato la nazione nord-americana.
Sanguinosi scontri fra diverse gang (i Nativi, ossia chi da
decenni risiedeva a New York e i Conigli Morti) imbrattano
quelle strade lercie: è un primitivo scontro fra opposti
che mirano a definire il territorio, col pretesto di affermare
il principio all'esistenza di chi è nato in quel luogo
e di chi ha diritto di viverci perché la terra è
di tutti. Il principio, come spesso accade nelle vicende umane,
è il termine metafisico che deve giustificare contrasti
che, in realtà, sorgono per motivi esclusivamente veniali
e materiali: in palio per chi acquista il controllo di Five
Points, il malfamato quartiere in cui si svolge l'azione,
c'è la riscossione delle tangenti e il dominio sul
sistema di vessazione di quella poverissima comunità.
Gli unici principi che sopravvivono -poiché anche il
più truce uomo vuole rivendicare un centro di se stesso
astratto, non materiale- sono l'onore delle armi: è
rispettato chi ha la forza fisica per difendere il proprio
onore, non chi ha potere per elezione, e quindi per censo.
I politici di Gangs of New York sono personaggi più
spregevoli della peggior canaglia di Five Points, poiché
non hanno alcun principio: vivono calati e soffocati nella
materialità più pura, dove il denaro e la corruzione
sono le uniche lingue parlate. In uno scontro di grandissimo
impatto visivo e di insopportabile violenza muore il padre
(Liam Neeson) di Amsterdam Vallon (Leonardo
di Caprio) per mano di Bill "il macellaio"
Poole (Daniel
Day-Lewis). Sfuggito alla cattura, Amsterdam trascorre
15 anni in riformatorio, da dove esce ormai adulto per ritornare
a Five Points a vendicare il sangue paterno.
La vicenda assume in questo punto toni shakesperiani: la vendetta
non è l'esito di un processo lineare, ma un travaglio
mentale che non si nutre solo di cieco odio, ma anche di una
incontrastabile attrazione filiare: Amsterdam, non riconosciuto
da nessuno, viene presto preso in simpatia dal Macellaio,
ed in breve diventa suo uomo di fiducia. In lui il macellaio
ha indubbiamente riconosciuto lo stesso animo indomito e guerriero
del padre (l'unico uomo che lui ha ucciso, dirà poi,
cui lui accordava una nobiltà guerriera) e vi ha intravisto
il figlio che non ha mai avuto. Il rapporto fra i due, prima
limpido poiché basato su di un odio cieco ma inequivocabile,
si intorbidisce: Amsterdam è costretto ad ammettere
che, sotto l'ala protettrice del Macellaio non si sta affatto
male. Nello spregevole personaggio che passa il tempo libero
a squartare animali e per lavoro squarta esseri umani, egli
vede squarci di umanità che si aprono sulla livida
superficie della sua anima. La fase di attrazione fra i due
ha un suo apice nella scena in cui il Macellaio scopre Amsterdam
a letto con la sua protetta Jenny Everdeane (Cameron Diaz),
una prostituta di cui si è innamorato. Il Macellaio
non si mostra per niente scosso dalla scena, preferendo addentrarsi
in una puntigliosa riflessione sulla crisi della civiltà
avvolto in una bandiera a stelle e strisce. Lo straniamento
dello spettatore è totale: si è tentati di credere
alle parole del Macellaio (l'interpretazione di Daniel Day-Lewis
è fenomenale, perfetta), si vuole fermamente convincersi
della sua redenzione. Scorsese dimostra la sicurezza del maestro
e la sua capacità di narrare e persuadere poiché
porta lo spettatore a credere addirittura che il Macellaio
sia fondamentalmente un buono. Non è affatto chiaro
a questo punto che piega prenderà la faccenda: Amsterdam
lo perdonerà e riconoscerà in lui un sostituto
del padre perso, oppure mediterà ancora vendetta?
Odio e amore si addensano e miscelano fra di loro, fino a
quando si consuma il tradimento: l'unico che conosce il segreto
di Amsterdam, l'unico che l'ha riconosciuto, lo rivelerà
al Macellaio che sventerà l'attentato alla sua vita
nell'altrettanto memorabile scena del teatro. Non è
un caso che la storia compia una svolta fondamentale proprio
nella scena del teatro: è proprio dove il mestiere
impone di indossare una maschera che invece le maschere vengono
gettate: il Macellaio riacquista il suo demoniaco ghigno mentre
sfigura Amsterdam che ha appena rivelato le sue recondite
intenzioni tentando di ucciderlo. |
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