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Thievery Corporation 1.0 1/2
di Franco Cuomo

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01 Prova a prendermi

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Una scena di Prova a prendermi. Photo: Andrew Cooper
       
   

Frank Abagnale jr è il più giovane truffatore degli Stati Uniti: prima di compiere 19 anni ruba con inganni di varia natura più di 4 milioni di dollari. “La gente crede a quello che gli vuoi fare credere” dice Frank ad un certo punto ed è chiaro sin dall'inizio che il suo è un gesto di sfida lanciato alla società americana, ma, per estensione, a quella occidentale: dimostrare e denunciare l'effimero che governa la società moderna, la venerazione dell'apparenza, la cecità per la sostanza. Si viaggia lisci sulla superficie delle cose e non ci si sforza, invece, di scavare spezzandosi le unghie sulla superficie e sotto di essa. Così Frank può spacciarsi indisturbato per pilota di aerei, per avvocato o dottore: basta indossare una divisa, e la gente assume per scontato che l'abito fa il monaco. L'apparenza rassicura e conforta perché come le cose appaiono deve essere necessariamente “come sono”, perché l'apparenza non può tradire la sostanza.
Frank sfugge anche metaforicamente, perché non rivela mai se stesso, rappresenta ciò che non si ricorda perché è familiare, perché è ovvio e scontato. Non rivelandosi mai è imprendibile, perché è normale e invisibile, è tutte le cose e nessuna.
Frank condanna se stesso ad essere riconosciuto quando torna umanamente verso se stesso: stabilendosi in Francia (terra natale della madre) fornisce un indizio all'agente dell'FBI Hanratt (Tom Hanks) che gli da la caccia da anni. Piccoli frammenti del vero se stesso lasciati distrattamente in giro l'hanno reso visibile, si sono rivelati tracce che conducono alla vera e unica persona. Con quella decisione Frank rompe il patto con il governo dell'apparenza che gli darà infatti la caccia per punirlo. Non è certo per quei 4 milioni di dollari che gli danno la caccia: quello è solo il pretesto per condannarlo, ma il vero reato è aver squarciato il velo dell'apparenza, rivelando la realtà delle cose, uno spettacolo ben più reale e duro.
Tradire la veritiera menzogna su cui si basa il dominio dell'apparenza è compiere un crimine atroce, e chi se ne macchia va perseguito. Frank deve ora imparare che sì, la realtà delle cose è il cemento della cella in cui l'hanno sbattuto, è la fredda sostanza delle sbarre della cella. Li non c'è inganno, li l'onestà è cruda e sfacciata, li il contatto fra realtà e apparenza è perfetto e le fa diventare un'unica entità: lo stato delle cose.

 
       
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