Frank
Abagnale jr è il più giovane truffatore degli
Stati Uniti: prima di compiere 19 anni ruba con inganni
di varia natura più di 4 milioni di dollari. “La
gente crede a quello che gli vuoi fare credere” dice
Frank ad un certo punto ed è chiaro sin dall'inizio
che il suo è un gesto di sfida lanciato alla società
americana, ma, per estensione, a quella occidentale: dimostrare
e denunciare l'effimero che governa la società moderna,
la venerazione dell'apparenza, la cecità per la sostanza.
Si viaggia lisci sulla superficie delle cose e non ci si
sforza, invece, di scavare spezzandosi le unghie sulla superficie
e sotto di essa. Così Frank può spacciarsi
indisturbato per pilota di aerei, per avvocato o dottore:
basta indossare una divisa, e la gente assume per scontato
che l'abito fa il monaco. L'apparenza rassicura e conforta
perché come le cose appaiono deve essere necessariamente
“come sono”, perché l'apparenza non può
tradire la sostanza.
Frank sfugge anche metaforicamente, perché non rivela
mai se stesso, rappresenta ciò che non si ricorda
perché è familiare, perché è
ovvio e scontato. Non rivelandosi mai è imprendibile,
perché è normale e invisibile, è tutte
le cose e nessuna.
Frank condanna se stesso ad essere riconosciuto quando torna
umanamente verso se stesso: stabilendosi in Francia (terra
natale della madre) fornisce un indizio all'agente dell'FBI
Hanratt (Tom Hanks) che gli da la caccia da anni. Piccoli
frammenti del vero se stesso lasciati distrattamente in
giro l'hanno reso visibile, si sono rivelati tracce che
conducono alla vera e unica persona. Con quella decisione
Frank rompe il patto con il governo dell'apparenza che gli
darà infatti la caccia per punirlo. Non è
certo per quei 4 milioni di dollari che gli danno la caccia:
quello è solo il pretesto per condannarlo, ma il
vero reato è aver squarciato il velo dell'apparenza,
rivelando la realtà delle cose, uno spettacolo ben
più reale e duro.
Tradire la veritiera menzogna su cui si basa il dominio
dell'apparenza è compiere un crimine atroce, e chi
se ne macchia va perseguito. Frank deve ora imparare che
sì, la realtà delle cose è il cemento
della cella in cui l'hanno sbattuto, è la fredda
sostanza delle sbarre della cella. Li non c'è inganno,
li l'onestà è cruda e sfacciata, li il contatto
fra realtà e apparenza è perfetto e le fa
diventare un'unica entità: lo stato delle cose.
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