Della Mala Educacion di Pedro Almodovar non funziona molto la causa scatenante dell'azione. Ignacio si presenta da Enrique Goded, un regista di successo in crisi creativa. I due si conoscono da tempo: sono stati assieme in un collegio cattolico, e li' e' nato il loro amore, poi interrotto dalla separazione forzata ordinata dal prete che dirige la scuola, e che abusa di Ignacio. Enrique non riconosce immediatamente Ignacio, e questo insiste per essere chiamato Angel, il suo nome d'arte, adesso che e' un attore. Gli chiede di lavorare in qualche suo film e gli lascia un racconto che ha scritto, che parla di due bambini che si innamorano al collegio. C'e' molta autobiografia nelle parole di questo racconto, ed e' a questo punto che la finzione si innesta nella narrazione reale. Enrique decide di girare il film, ma viene a conoscenza del fatto che Angel e' in realta' il fratello di Ignacio che e' morto tre anni prima. Il fratello minore finge di essere quello maggiore, ed indossa i panni della finzione. Entrambi fingono: Enrique non rivela a Juan che conosce il suo segreto, e Juan continua a fingere di essere il fratello. L'innesco della finzione e' pero' la morte di Ignacio, di quello vero: come e perche' e' morto? Parallelamente alla lavorazione del film nel film (della finzione nella finzione) si scopre che e' diventato un travestito drogato, lacerato tra la scrittura e l'ennesimo buco. Con lui vive il fratello, che dovrebbe accudirlo mentre studia all'Accaddemia di Arti Drammatiche. Ignacio decide di ricattare il padre direttore che abusava di lui al collegio, attraverso il racconto, lo stesso che Enrique sta girando. Questo nel frattempo si e' spretato e sposato, ma indugia ancora negli antichi vizi, e non tarda molto ad innamorarsi di Juan, che capisce di potersene servire per eliminare il fratello. Questo snodo della trama funziona male, perche' non e' chiara la causa scatenante dell'istinto omicida di Juan: perche' vuole eliminare il fratello? Almodovar non riesce - lui, un disegnatore di caratteri straordinario - a trasmettere il destino di Ignacio, che e' quello di essere espulso dalla trama poiche' funziona meglio da morto che da vivo. Lo spettatore si e' gia' affezionato a questo carattere, ma non tanto da volerne la morte e da concederla al suo ideatore come causa che provoca il susseguirsi delle azioni sceniche successive. Forse entusiasmato dal poderoso gioco di scatole cinesi che ha costruito - dove una finzione ne contiene un'altra per essere a sua volta contenuto da un'altra piu' grande - Almodovar tradisce un assunto fondamentale della storia: la giustificazione della causa che produce un effetto. La consequenzialita' degli eventi viene meno, e il trasporto del regista si concentra piu' sulla smussatura dei personaggi superstiti piuttosto che sulla visione d'insieme della propria opera.
C'e' chi ha osservato che La Mala Educacion difetta proprio la dove Almodovar ha sempre dimostrato maestria, ossia nel racconto della femminilita' dei suoi personaggi: molti di quelli della Mala sono femminili patologicamente (o sono delle semplici macchiette) e l'unico personaggio femminile carico di comprensione umana e' la madre di Ignacio e Juan, che poco appare e tanto aggiunge al racconto. Gli omosessuali tanto cari a tutta la sua opera, sono creature femminili imperfette e insoddisfatte, ma anche, in questo film, bloccate nella loro evoluzione alla ricerca di se, e quindi all'espressione incondizionata della propria natura femminile, che intuisce e non condanna, che comprende e perdona.
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