meta.home
meta.politica
meta.cultura meta.società meta.about

 

18 06 03 | 14.40

Amatrixiana
Matrix Reloaded dei fratelli Wachowski. Di Isacco Trolese.

 

 
     
link

 


01 Matrix
(sito del film)
02 Warner Bros


Politica

Politica interna
Politica estera


Cultura
Architettura
Arte
Cinema
Fotografia
Letteratura
Musica


Società
Costume
Televisione
 
       
   

Molto fumo poco arrosto, forse il film non merita molto di più di questo vecchio ed abusato detto.
Ma essendo un evento mediatico di proporzioni notevoli non possiamo esimerci dallo spendere qualche parola in più su questo sequel della macchina per far soldi che sembra essere diventato un film di culto come “The Matrix”.
Pochi dialoghi degni di nota buttati qua e la, con tematiche solo accennate, la sequenza di inseguimento in macchina più adrenalinica della storia del cinema, e qualche buon colpo di kung-fu non fanno di certo un film e non bastano a compensare i molti, forse tutti, lati negativi di questo reloaded.
La storia è presto riassunta, alcuni mesi dopo il “risveglio” di Neo, l’Eletto, le macchine decidono di sferrare un attacco decisivo a Zion ultimo bastione della razza umana.
Morpheus, convinto che sia venuta l’ora dell’avverarsi della profezia e che la salvezza della razza umana sia ad un passo, guida i nostri eroi all’attacco del “Architetto” ossia il programma senziente che ideò Matrix, per fare ciò i nostri si avvarranno dell’aiuto di vari comprimari.
Arrivati al faccia a faccia fra l’Architetto e Neo quest’ultimo scopre che era stato tutto previsto, che la profezia è una storia inventata ad-hoc e che nulla può fare se non scegliere fra lo salvare la sua amata Trinity e rischiare lo sterminio intero della genere umano o rifondare con alcuni prescelti Zion dopo la sua distruzione. Ovviamente la scelta è scontata.
Molte le critiche che si possono fare ed una terribile per questo genere di film è sugli effetti speciali, il combattimento con le mille copie dell’agente Smith è, da questo punto di vista, pessimo: movimenti poco fluidi, facce pixelate e una pioggia di imprecisioni che danno a quella sequenza lo stesso realismo di un video game per play-station-one.
In definitiva troppo Kung-fu e scene riempitive, poca profondità nello sviluppo dei concetti affrontati. La magia del primo Matrix non c’è, non c’è la novità neanche dal punto di vista degli effetti speciali, non c’è l’atmosfera: insomma c’è troppo poco per fare un film.
Ma cercando di superare la delusione annunciata dataci da questo sequel cerchiamo di essere obbiettivi come è nostra abitudine e puntiamo il dito anche su ciò che di buono si può dire di questa pellicola.
Come già accennato la scena dell’inseguimento in autostrada probabilmente passerà alla storia, un susseguirsi d’azioni in cui i colpi di scena si sprecano, ottima la realizzazione e gli effetti speciali.
Ma non c’è solo questo, di carne al fuoco ne è stata messa, anche se lo sfrigolio dei pochi brandelli si perde nel rumore di fondo che pervade l’intero film.
In alcuni dialoghi vengono affrontati diverse tematiche che aprono potenzialmente interi universi di riflessione e che cercheremo di riassumere schematicamente.
La dipendenza: Nel dialogo fra Neo ed un anziano consigliere di Zion viene messo in risalto quanto la vita della società dipenda dalle macchine anche se non sono senzienti, e quanto poco liberi siamo da loro e dalla effettiva possibilità di spegnerle quando vogliamo. E’ evidente il parallellismo fra la cittadina sotterranea del film e la nostra caotica e tecnologica “civiltà” odierna.
La scelta: L’incontro con l’oracolo questa volta è molto meno sconvolgente per Neo a cui viene fatto notare che le scelte estremamente importanti per la nostra vita sono veramente poche e quindi diventa fondamentale capire perché scegliamo una strada piuttosto che un’altra.
La causalità: In questo monologo il Merovingio cala la scure sul libero arbitrio e quanto poco questo possa influire sulla dura legge della causa ed effetto. Piccola particolarità del personaggio: è forse un eletto fallito come sembra accennare Persephone (la nostrana Monica Bellocci il cui cammeo non è certo da oscar).
La tolleranza (intesa in termini statistici): Il dialogo conclusivo dell’Architetto è estremamente denso di informazioni e non sempre di facile comprensione. Ritorna il tema della scelta e come basti il suo miraggio per poter condurre le masse a fare tutto ciò che si vuole, una sofisticata carota per le nuove generazioni, a cui sembra di poter fare qualsiasi cosa, di poter accedere a qualsiasi informazione ma dove tutti alla fine sono inquadrati in uno schema ben preciso e, per la legge dei grandi numeri, anche i comportamenti “anomali”, di cui Neo è l’emblema, sono tollerati, previsti e quindi gestibili.
Come dicevamo qualcosa bolle nel pentolone di Matrix ma per ora solo un flebile odore s’è levato da sotto il coperchio, ma come Neo non perdiamo tutte le speranze e confidiamo nella ripresa ed in uno strabiliante terzo atto di questa saga.
Per finire lanciamo una piccolo tema di riflessione: come reagirà Morpheus ora che la sua incrollabile fede nel sogno della profezia e della liberazione dal dominio delle macchine si è schiantato sulla dura realtà delle pianificazioni dell’Architetto di Matrix, ora che il suo mondo sembra capovolto: non era infatti Matrix un sogno e la profezia la promessa della realtà?

 

 
 
       
     
file

 


MATRIX RELOADED
Regia: fratelli Wachowski | Con: Keanu Reeves (Neo), Carrie-Anne Moss (Trinity),Laurence Fishburne (Morpheus), | Sceneggiatura: fratelli Wachowski | Fotografia: Bill Pope (I) | Montaggio: Zach Staenberg | Produzione: Warner Bros.

 

 
mail