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Beaucoup
Fish. In
questa foto l'importanza del soggetto è superata dalla
composizione stupefacente. Se la si guarda con un po' di
attenzione ci si accorge che sono ritratti degli alberi,
eppure questa constatazione ci soddisfa fino al punto in
cui capiamo che non è degli alberi che si tratta. E' una
foto che riguarda il prodigio della natura, la sua geometria
e anche il modo in cui un occhio umano la può guardare,
trovandovi un significato astratto, geometrico, seriale.
Inoltre un limite implicito della fotografia, che è quello
dei suoi margini, della cornice che esclude e include -
ciò che è foto e ciò che non è dentro la foto - diventa
in questo caso il mezzo per espanderne la forza e il significato:
le linee curve degli alberi, disegnate da una matita colorata
che con un tratto arcuato ha istericamente riempito l'intero
foglio, possono continuare all'infinito, e il cervello
le fa continuare oltre margini. Gli alberi, trasformati
in una linea, hanno un'altezza indefinita e le loro radici
sono in basso, tanto in basso che non si vedono. A destra
e a sinistra ancora alberi, ancora linee, fino a riempire
tutto il campo visivo e mentale.
© alfredo bini
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