cultura/letteratura
Il Tre Triangolare
Richard Tull ha scritto un romanzo di discreto successo, poi non ne ha piu’ indovinato uno, e vivacchia scrivendo recensioni di libri che non interessano a nessuno per una microscopica rivista letteraria. Gwin Barry e’ suo amico, e ottiene entusiastici consensi scrivendo libri di disarmante semplicita’ e alcun pregio lettarario. Richard alterna al suo lavoro di critico la pianificazione criminale della vendetta ai danni dell’amico, che ottiene cio’ che a lui e’ negato. L'informazione, di Martin Amis
Avere e non avere ragione.
Se intitoli un libro “La forza della ragione” mi aspetto che tenti timidamente di applicarla, questa benedetta ragione. La Fallaci l'ha chiamato così, il suo ultimo libro.
Mao II e altro.
Nei libri di DeLillo non succede molto, o la vicenda non è mai complessa. Sono libri che difficilmente si immaginano sotto forma di film: stanno tanto bene in equilibrio sulla parola, ché qualsiasi immagine li impoverirebbe, o non direbbe quello che solo le parole.
I gradi di separazione.
Non ho mai avuto grande simpatia per i luoghi comuni e le frasi fatte. “Sbagliando si impara”, “chi fa da se fa per tre” o il sempreverde “non ci son più le mezze stagioni” sono quelle che io chiamo frasi tappabuchi Nexus , di Mark Buchanan.
Divulgazione scientifica.
Non esiste nessun argomento così complicato da non poter essere spiegato almeno in linea di principio, anzi:se non si sa spiegare una cosa ad una persona di cultura media allora non la si ha veramente capita.
Pornografia morale.
“Mentre Moshe cercava di stringere con delicatezza un paio di manette foderate di peluche rosa attorno ai polsi della sua ragazza, notò in lei un leggero disappunto” Politics, di Adam Thirlwell.
La struggente recensione di un formidabile critico.
L'uomo che aveva il grande piano
Interno Borghese
Sentire voci
Questa non è un'uscita
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