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29 08 03 | 16.30

La struggente recensione di un formidabile critico (1/2)
di flavio stern

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Questa non è una recensione, o meglio, lo è ma non lo è. Parla di un libro e del suo scrittore, ma l'altro scrittore (il critico, il recensore) non si adoprerà per comporre ciò che il lettore attende, cioé una recensione con un capo e una coda, ma piuttosto un elenco di punti, puntiglioso e puntuale, che saranno seguiti da una conclusione. Ma non è detto. Se non vi sta bene è tutta colpa di Eggers.

1. La storia
Dave Eggers ha pubblicato il suo primo romanzo (L'opera struggente di un formidabile genio è infatti un autobiografia). La storia di “Conoscerete la nostra velocità” c'entra molto col fatto che a scriverla sia stato Eggers, quindi bisogna dirlo. La sua scrittura è infatti il riflesso della sua personalità, euforica, ipercreativa, logorroica, solipsista, infantile. Eggers esprime nello scrivere un'ansia che trasforma in energia che trasmette alla pagina scritta. Nel suo impeto calligrafico ha quindi prodotto questa opera che narra la vicenda di due amici, Will e Hand, in giro per il mondo in 7 giorni a tentare di donare a chi ritengono ne abbia bisogno i soldi che il primo (l'io narrante) ha ottenuto per lo sfruttamento della sua silouette per un azienda di lampadine. I due partono da Cichago e vorrebbero andare in Groenlandia, ma poi c'è vento, e allora decidono di andare in Senegal: poi da lì andranno in Mongolia, e poi in Russia. O almeno vorrebbero, ma poi sono vittime del tempo, della burocrazia, del caso, e si ritrovano in Lituania e poi in Estonia. Non c'è molto di più, se non la vicenda dell'amico Jack perso l'anno prima in un tragico incidente stradale il cui fantasma viaggia – si può dire – assieme a loro. 389 pagine (l'ultima è bianca) tenute tra due cartoncini grigi di forte spessore. Il libro incomincia già dalla copertina, quindi se trovate la seconda pagina incollata al retro di copertina non prendetevela con Mondadori: è un'idea di Eggers, che personalmente infatti preferisco come grafico piuttosto che come scrittore. Ma non dovevo dirlo, almeno non ora. Comunque: un libro è importante per il suo contenuto, ma pure per come te lo presenta, anche se le edizioni tascabili hanno introdotto una considerevole volgarizzazione ed imbarbarimento delle regole della corretta impaginazione, a vantaggio di una benefica massificazione del suddetto veicolo comunicativo. Scegliete voi cosa è meglio (libro ben impaginato, ma costoso vs libro male impaginato ma economico). Eggers si inventa questa copertina che è già il libro, e annulla la custodia delle pagine (la copertina). Un quadro senza cornice, forse questo è il paragone più banale che si può fare. Magari l'ha già fatto qualcun'altro. Non so. L'idea della confezione è purtroppo più brillante di ciò che è confezionato, e, mentre si legge questo libro, lo si richiude, lo si soppesa, si ripensa all'ultima frase letta, si misura la distanza fra la brillante invenzione del libro che inizia prima dell'inizio e l'interno, al quale non si ha mai troppa fretta di dedicarsi ancora una volta. Almeno io.

2. Il collezionista compiaciuto
Eggers è un collezionista più che un creatore: si descrive attraverso le proiezioni della sua personalità sulla superficie della realtà. Usa la scrittura come una fonte di autoanalisi, di flusso di coscienza. Sembra non applicare alcun filtro fra se e le cose che dice, quindi non ha giudizio e non ordina la realtà. Non nomina le cose, rivelando attraverso la parola poetica una realtà altra. Non rielabora ciò che pensa, ma lo trasferisce senza mediazione sulla carta, lasciando la spiacevole sensazione che non legga nemmeno ciò che ha scritto. A volte si ha l'impressione che Eggers abbia la rara capacità di parlare al residuato della nostra infanzia che alberga da qualche parte, sepolto sotto le ansie dell'età adulta. Ci riusciva benissimo ne L'opera struggente..., libro autobiografico che narra della morte quasi simultanea dei suoi genitori, di come lui diventi una figura paterna per il piccolo fratello Toph e di come fondi e diriga una rivista satirica, Mighty.


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