Cosa
ci si deve aspettare oggigiorno da un disco di elettronica?
Chi ha una risposta pronta si faccia avanti, io, che non
la trovo e non la voglio trovare, mi godo questo album e
lo assaporo in ogni sua sfumatura. Sarà forse per
il giro di frequentazioni del nostro, più Badly Drawn
Boy e backing band del medesimo che il progetto jazzato
Fridge e l’intensa attività di remixer per
personaggi di casa alla Twisted Nerve e non solo, che riesce
a far suonare caldo un disco di questa impostazione e orientamento.
Se nei lavori precedenti ci si poteva accorgere dell’incalzante
predilezione per un suono acustico con cui filtrare la melodia
delle macchine, qui il tutto prende forma e ne deriva flusso
di suoni e (r)umori non circoscrivibile in nessuna definizione
e forse catturabile con un frame di fantascienza musicale
abbastanza ardito: provate ad immaginare il Fennesz di Endless
Summer in trasferta a Londra che prende un the con qualche
menestrello depresso cronico di stanza nella east coast
(Skating Club, Spain), e quest’ultimo che cerca di
impartirgli lezioni di chitarra. Proprio una sei corde è
l’elemento trascinante di quella As Serious As
Your Life, che con il suo avanzare ruffiano si rende
irresistibile già al primo ascolto e traccia le coordinate
sulle quali tutto il disco si basa. L’iniziale Hands
è un caos organico dal quale esce un beat cristallino
e molto educato con reminiscenze velatamente rumoristiche.
Il rumore fa la sua comparsa sotto forma di furtivi inserimenti
nella successiva e bellissima She Moves She, inquietante
istantanea da chill-out room che vorremo sentire ogni volta
che arriva il momento di lasciare un locale. Gli oltre nove
minuti di Unspoken, vengono a creare quello che,
forse, è l’unico punto debole di questo disco:
se la si considera una suite elettroacustica, tutto funziona
senza problemi e si entra in contatto con la capacita di
questo musicista di creare un quid che vada oltre la durata
‘standard’ di un pezzo; se proviamo a farle
prendere il suo posto all’interno di tutto l’insieme
di suoni che è ROUNDS, ci accorgiamo che
forse la capacità di creare canzoni propriamente
elettroniche con i tempi e i suoni del folk, non si riesce
ad esprimere fino in fondo e il tutto si rivela leggermente
dispersivo. Peccato veniale. And They All Look Broken
Hearted ci conduce in uno spazio dove i suoni faticano
a prendere forma e ci si trova in una dimensione strana
e molto intima, dove ogni cosa è improvvisamente
più vulnerabile di quello che ci si aspettava.
Ora facciamo i conti con la realtà: gli episodi migliori
di quella tendenza che ha preso la musica elettronica ad
accoppiarsi con quella acustica hanno già visto la
luce in altre parti del mondo, Chicago e Berlino, però
Four Tet ha imparato la lezione e quello che ci ha proposto
è molto di più che un disco che convince,
centra il bersaglio e mantiene se stesso ben ancorato al
sentiero tortuoso della crescita artistica e dell’originalità
individuale.
Davide Bononi
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file |

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Four Tet: Rounds (Domino)
01 hands | 02 she moves she | 03 first
thing | 04 my angel rocks back and forth 05_spirit
fingers | 06 unspoken | 07_chia | 08 as serious as
your life | 09 and they all look broken hearted |
10slow jam
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