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21 01 03 | 02.00

Oltre i limiti del folk
di Davide Bononi

 

 
     
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01 Loose Fur
02 Wilco
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I Loose Fur

Se il folk avesse dei limiti, dischi come questo aiutano a superarli: andare oltre l’idea che una tradizione non può avere un’interfaccia contestualizzata e aggiornata con il datario del pc dal quale stò scrivendo. I titolari del progetto, d’altronde, non potevano deludere le aspettative e la triade Kotche, O’Rourke, Tweedy non ci fa rimpiangere i soldi spesi, nemmeno per un attimo. Le prime voci a proposito di questa uscita avevano fatto grandi le mie aspettative e stuzzicato le mie propensioni chicagofile, visto che i precedenti incontri tra i personaggi in questione avevano già dato risultati molto buoni: Yankee Hotel Foxtrot dei Wilco, ottima prova di country intellettuale, ha visto la presenza di Jim O’Rourke dietro il mixer e Jeff Tweedy ha suonato in quello spensierato divertissement dal sapore sudista che è Insignificance, album a nome di O’Rourke.
Loose Fur, nome inedito che ha generato la libertà d’espressione e d’idea che sottende a tutto il disco; viene meno la necessità di guardare alla continuità che ci si aspetta da un nome –che tristezza infinita! anche se questa peculiarità non si addice del tutto ai tre bravi ragazzi - e ci si può far trascinare in quella terra di confine che si trova dove si incrociano lo sperimentalismo puro di matrice post, la tradizione country, un pop con sfumature sinfoniche e una sensibilità narrativa che volge all’associazione di idee. L’apertura è affidata a Laminated Cat, un tappeto continuo di suoni commentato dalla voce ipnotica di Tweedy usata come uno strumento di accompagnamento, più che come elemento portante: un piccolo esempio di linearità psichedelica.
O’Rourke ci delizia della sua voce in Elegant Transaction e nella successiva So Long; nella prima risplendono le peculiarità a cui ci aveva abituati ai tempi di Eureka e Halfway To A Threeway , forma-canzone abbastanza standard, col fingerpicking tipico di O’Rourke e una virata verso orizzonti noise nel finale, il tutto supportato dal drumming educatamente all’altezza di Kotche che nella seguente So Long ci fornisce la performance migliore del disco. In una canzone difficile si alterna tra batteria, percussioni e vibrafono sostenendo e valorizzando il lato più sperimentale di O’Rourke che, proprio in questo pezzo, è meno latente. You Were Wrong passa piacevolmente sottotono, forse colpevole di essere omologata allo stile dei Wilco: inevitabile visto che i due terzi di questo ensemble provengono proprio di lì. Liquidation Totale, unico momento strumentale, sottolinea tutto il bacino di ascolti e di frequentazioni dei nostri e accentua la preminenza della personalità di O’Rourke e, contemporaneamente, il suo sapersi adattare con grazia che lo ha reso partecipe, dove non protagonista, di dischi che sono già dei piccoli classici del nostro tempo ( Gastr del Sol, Sonic Youth, Stereolab ecc ecc). Ci saluta Chinese Apple, ballata fuori (dagli schemi) e dai suoni obliqui che ci permette di provare un po’ di dispiacere quando giunge al termine.
La mia concezione romantica della musica mi spinge a sperare di poter vedere, prima o poi, la nascita di veri e propri manifesti, e gruppi di musicisti che si uniscono sotto l’idea di un estetica, di un etica, di concetti da esaltare o distruggere: spero di essere davanti all’inizio di una di queste eventualità.

LOOSE FUR
Loose Fur
1. Laminated Cat 2. Elegant Transaction 3. So Long 4. You Were Wrong 5. Liquidation Totale 6. Chinese Apple | Data di pubblicazione: 28 gennaio 2003 | Etichetta: Drag City

di Davide Bononi

 
   
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