La
Terra ha subito una minaccia spaventosa pochi giorni fa:
notizie provenienti dal pianeta Delta 231 hanno confermato
che contingenti armati sono diretti sulla terra per sferrare
l'attacco finale. La causa dell'aggressività extraterrestre
non è ancora nota, ma un loro diplomatico ha parlato
delle ferme intenzioni che li animano di portare la loro
forma di governo anche in questo angolo remoto della galassia.
“La democrazia – ha detto un loro rappresentante
– è roba da dilettanti. Effettivamente
anche la nostra civiltà si era dotata in tempi passati
di un simile regime, ma credeteci, c'è di meglio,
molto meglio” ha detto sibillinamente. Ai membri
della delegazione terrestre che ha accolto il 2 giugno scorso
il primo vettore interstellare mai atterrato sulla terra,
l'emissario iperuraneo si è mostrato gentile e disponibile
quanto inflessibile nel riferire il duro comunicato di cui
era latore: la terra è destinata ad essere invasa
da forze extraterrestri per porre fine all'intollerabile
sopruso rappresentato dalla democrazia. “Veniamo
per portarvi il progresso, la libertà e nuove forme
di governo, più evolute e civili – ha
detto il diplomatico – : è inaccettabile
essere governati per anni interi da un unico gruppo di persone.
Come potete tollerare una simile aggressione alla vostra
civiltà?”. Ai rappresentanti degli stati
della terra riuniti con urgenza all'ONU Dku Zta Knnw –
questo il nome del diplomatico – ha tentato di spiegare
in cosa consiste la forma di governo di cui Delta 231 è
dotata: “Potremmo definirla demoanarchia: un ibrido
che coniuga la forma della democrazia con la sostanza dell'anarchia:
il potere sul nostro pianeta è rappresentato da un
governo espresso da un parlamento democraticamente eletto,
solo che ogni carica pubblica ha la durata di un solo giorno.
L'anarchia non è la modalità di governo bensì
il fine: poiché non vi è il tempo materiale
per attuare alcun programma politico preciso e strategico,
il risultato è che non ne esiste di fatto nessuno.
L'assunto è che l'errore diffuso generato dall'impossibilità
di pianificare una politica di ampio respiro genera un caos
anarchico, appunto, che limita però il danno potenziale
rappresentato da un singolo errore o da un disegno politico
in gran parte sbagliato. Può sembrare inaccettabile,
ma è dimostrato che piccole dosi di errore sono molto
più facilmente tollerabili dal sistema sociale rispetto
all'applicazione di politiche partorite da un ristretto
gruppo di persone, che ha un'alta probabilità di
incorrere in madornali errori, a maggior ragione se non
sono animati da sani principi, ma da un istintivo desiderio
di far prevalere la propria prospettiva esistenziale. La
potremmo definire Politica Omeopatica: piccole dosi per
vaccinarsi dal male maggiore, che è la potenzialità
di sbagliare insita in ogni essere vivente”.
Ai preoccupati e contrariati rappresentanti dei popoli della
terra, il diplomatico ha opposto un serafico sorriso ed
ha spiegato di non avercela con noi, anzi: il loro unico
intento è quello di liberarci da un assurdo abuso
di potere. A chi gli opponeva la constatazione che deve
esservi un motivo per scatenare una guerra – almeno
così usa sulla terra - Dku Zta Knnw ha risposto che
i recenti avvenimenti sul nostro pianeta li avevano persuasi
che il pretesto fosse una formalità che pure noi
avevamo abbandonato. “Voi non rappresentate una
minaccia per noi, se è questo che volete sentirvi
dire. Se ci tenete ad avere una dichiarazione di guerra
corretta e ben scritta siamo ben disposti, del resto non
ci importa poi molto di quello che pensate. Ci importa invece
molto di quello che penserete in futuro, perché noi
pensiamo in maniera giusta. La vostra accettazione è
puramente marginale e ininfluente: abbiamo i mezzi e la
tecnologia per piegarvi. Dovete solo accettare una regola
banale che spesso sfugge: per quanto forte tu sia ce n'é
sempre uno più grosso di te. Abbiamo elevato il conflitto
in cui sembra voi amiate molto dilettarvi – salvo
far sembrare che la cosa vi costa un gran sforzo –
ad un livello interplanetario. Scusateci se non abbiamo
l'ipocrisia di dirvi che costituite una minaccia per noi
e che dobbiamo preventivamente – dite così,
no? - neutralizzarvi. Non abbiamo tempo per essere ipocriti
e, del resto, voi non siete in grado di farci nemmeno il
solletico. Comunque ho ancora qualche minuto prima di lasciarvi,
quindi, se lo gradite, posso fingere di avere molta paura.”
ha concluso in maniera sprezzante.
Kofi Annan, preoccupato dalle minacce interstellari, ha
chiesto se vi fossero margini di mediazione, e se esistesse
un ultimatum che ponesse delle condizioni che la Terra poteva
accettare o meno per evitare di venire invasa. “Io
sono solo il latore del messaggio che ho appena terminato
di esporre. I dettagli diplomatici spettano ad altro funzionario
che potrà raggiungervi nei prossimi giorni. Uso il
condizionale non a caso: la politica interplanetaria che
verrà adottata dal governo che si insedierà
domattina non è ancora nota: è materia elettorale
e solo domani, per un solo giorno, diverrà attuativa.
Potrebbe coincidere con quella che mi ha portato sin qui
o essere di tutt'altro avviso. Purtroppo però è
ora che vi lasci: potrei arrivare in ritardo per le votazioni”.
Ha concluso il diplomatico, allontanandosi frettolosamente
e lasciando attonita e spaventata l'assemblea dell'ONU.
Paolo Comino
|