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05 06 03 | 09.30

La minaccia viene dallo spazio
di Paolo Comino

 
     


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La Terra ha subito una minaccia spaventosa pochi giorni fa: notizie provenienti dal pianeta Delta 231 hanno confermato che contingenti armati sono diretti sulla terra per sferrare l'attacco finale. La causa dell'aggressività extraterrestre non è ancora nota, ma un loro diplomatico ha parlato delle ferme intenzioni che li animano di portare la loro forma di governo anche in questo angolo remoto della galassia.
La democrazia – ha detto un loro rappresentante – è roba da dilettanti. Effettivamente anche la nostra civiltà si era dotata in tempi passati di un simile regime, ma credeteci, c'è di meglio, molto meglio” ha detto sibillinamente. Ai membri della delegazione terrestre che ha accolto il 2 giugno scorso il primo vettore interstellare mai atterrato sulla terra, l'emissario iperuraneo si è mostrato gentile e disponibile quanto inflessibile nel riferire il duro comunicato di cui era latore: la terra è destinata ad essere invasa da forze extraterrestri per porre fine all'intollerabile sopruso rappresentato dalla democrazia. “Veniamo per portarvi il progresso, la libertà e nuove forme di governo, più evolute e civili – ha detto il diplomatico – : è inaccettabile essere governati per anni interi da un unico gruppo di persone. Come potete tollerare una simile aggressione alla vostra civiltà?”. Ai rappresentanti degli stati della terra riuniti con urgenza all'ONU Dku Zta Knnw – questo il nome del diplomatico – ha tentato di spiegare in cosa consiste la forma di governo di cui Delta 231 è dotata: “Potremmo definirla demoanarchia: un ibrido che coniuga la forma della democrazia con la sostanza dell'anarchia: il potere sul nostro pianeta è rappresentato da un governo espresso da un parlamento democraticamente eletto, solo che ogni carica pubblica ha la durata di un solo giorno. L'anarchia non è la modalità di governo bensì il fine: poiché non vi è il tempo materiale per attuare alcun programma politico preciso e strategico, il risultato è che non ne esiste di fatto nessuno. L'assunto è che l'errore diffuso generato dall'impossibilità di pianificare una politica di ampio respiro genera un caos anarchico, appunto, che limita però il danno potenziale rappresentato da un singolo errore o da un disegno politico in gran parte sbagliato. Può sembrare inaccettabile, ma è dimostrato che piccole dosi di errore sono molto più facilmente tollerabili dal sistema sociale rispetto all'applicazione di politiche partorite da un ristretto gruppo di persone, che ha un'alta probabilità di incorrere in madornali errori, a maggior ragione se non sono animati da sani principi, ma da un istintivo desiderio di far prevalere la propria prospettiva esistenziale. La potremmo definire Politica Omeopatica: piccole dosi per vaccinarsi dal male maggiore, che è la potenzialità di sbagliare insita in ogni essere vivente”.
Ai preoccupati e contrariati rappresentanti dei popoli della terra, il diplomatico ha opposto un serafico sorriso ed ha spiegato di non avercela con noi, anzi: il loro unico intento è quello di liberarci da un assurdo abuso di potere. A chi gli opponeva la constatazione che deve esservi un motivo per scatenare una guerra – almeno così usa sulla terra - Dku Zta Knnw ha risposto che i recenti avvenimenti sul nostro pianeta li avevano persuasi che il pretesto fosse una formalità che pure noi avevamo abbandonato. “Voi non rappresentate una minaccia per noi, se è questo che volete sentirvi dire. Se ci tenete ad avere una dichiarazione di guerra corretta e ben scritta siamo ben disposti, del resto non ci importa poi molto di quello che pensate. Ci importa invece molto di quello che penserete in futuro, perché noi pensiamo in maniera giusta. La vostra accettazione è puramente marginale e ininfluente: abbiamo i mezzi e la tecnologia per piegarvi. Dovete solo accettare una regola banale che spesso sfugge: per quanto forte tu sia ce n'é sempre uno più grosso di te. Abbiamo elevato il conflitto in cui sembra voi amiate molto dilettarvi – salvo far sembrare che la cosa vi costa un gran sforzo – ad un livello interplanetario. Scusateci se non abbiamo l'ipocrisia di dirvi che costituite una minaccia per noi e che dobbiamo preventivamente – dite così, no? - neutralizzarvi. Non abbiamo tempo per essere ipocriti e, del resto, voi non siete in grado di farci nemmeno il solletico. Comunque ho ancora qualche minuto prima di lasciarvi, quindi, se lo gradite, posso fingere di avere molta paura.” ha concluso in maniera sprezzante.
Kofi Annan, preoccupato dalle minacce interstellari, ha chiesto se vi fossero margini di mediazione, e se esistesse un ultimatum che ponesse delle condizioni che la Terra poteva accettare o meno per evitare di venire invasa. “Io sono solo il latore del messaggio che ho appena terminato di esporre. I dettagli diplomatici spettano ad altro funzionario che potrà raggiungervi nei prossimi giorni. Uso il condizionale non a caso: la politica interplanetaria che verrà adottata dal governo che si insedierà domattina non è ancora nota: è materia elettorale e solo domani, per un solo giorno, diverrà attuativa. Potrebbe coincidere con quella che mi ha portato sin qui o essere di tutt'altro avviso. Purtroppo però è ora che vi lasci: potrei arrivare in ritardo per le votazioni”. Ha concluso il diplomatico, allontanandosi frettolosamente e lasciando attonita e spaventata l'assemblea dell'ONU.

Paolo Comino

 
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