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19 02 03 | 10.30

Abbiamo fatto tutte le domande?
di Isacco Trolese

 

 
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01 Emergency

02 L'arte della Guerra (english)


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Non pretendo delle risposte, ma a questo punto almeno facciamo con insistenza le domande effettivamente pertinenti. Invece di farci distrarre da argomenti sterili e filosofeggianti andiamo al nocciolo della questione, non sprechiamo tempo ed energia a chiacchierare se sia giusta o meno una guerra preventiva ed altre amenità simili.
A me vengono in mente alcune domande le cui risposte date dagli interessati non sono a mio avviso così limpide come dovrebbero essere. Non darò risposte a queste domande ma proporrò alcuni dati ed alcune ulteriori domande che a mio avviso dovrebbero far riflettere.

Qual è l'obbiettivo principale di questa guerra?

"Esistono percorsi che non devono essere battuti, armate che non devono essere colpite, territori su cui non si deve combattere, e ordini del principe che non si devono accettare" scriveva Sun-Tzu ne L'arte della guerra.

L'obbiettivo sbandierato davanti all'opinione pubblica è la lotta al terrorismo, ma non si nasconde nulla sotto quella cappa rossa?
E possibile una guerra tradizionale al terrorismo?
Si può forse vincere in questo modo un nemico che è per sua natura non ben localizzato?
La guerra in Afghanistan aveva lo stesso scopo dichiarato: lo ha raggiunto? A quel che so i capi di Al Qaeda sono tuttora liberi e per quel che ci è dato sapere non hanno perso nulla del loro potere di compiere attentati.

Quali sono eventuali altri interessi in questa guerra e quanto influiscono nelle decisioni?

"Adottando misure opportune, apprendiamone le valutazioni, relative alla perdita e al guadagno; compiendo le attività opportune, apprendiamone i principi che lo spingono a muoversi e a fermarsi" (Sun-Tzu).

George Bush padre, è stato consulente per il gigante petrolifero Carlyle Group.
Il vicepresidente Dick Cheney ha ricoperto la carica di Ceo alla Halliburton, la maggiore fornitrice mondiale di servizi per le industrie petrolifere.
Il Capo dello staff di Cheney è Lewis Libby, che ha interessi nella Texaco e nella ExxonMobil.
Condoleezza Rice, consigliere per la sicurezza, è stata membro del cda della Chevron.
Possiamo forse avere un "legittimo sospetto" che il movente petrolifero di questa guerra sia più che secondario.
Non illudiamoci che le posizioni "pacifiste" di Francia, Russia e Co. siano disinteressate: sembra infatti che da un'indagine svolta dall'Agenzia internazionale dell'energia energia che l'Iraq ha già venduto i diritti per lo sfruttamento di pozzi ad alcune compagnie petrolifere non statunitensi. La fine dell'embargo Onu potrebbe rendere operativi questi accordi, ma un governo filoamericano post-guerra potrebbe cancellarli.

Quali vantaggi effettivi porterebbe una occupazione militare del territorio?

"Il campo di battaglia impegnato da vari signori feudali e nel quale il primo occupante riesce a conquistarsi il favore di tutte le moltitudini del mondo è un terreno intersecante. Sul terreno intersecante raccoglietevi per negoziare" (Sun-Tzu).

Forse anche in questo caso gli interessi petrolifici statunitensi più di quelli di sicurezza mondiale ricaverebbero vantaggi dall'occupazione militare?
In Afghanistan la fine ufficiale della guerra ha permesso ad un consorzio a guida statunitense di riprendere il progetto di un gasdotto che porterà gas naturale dal Turkmenistan fino al Pakistan.

L'opinione pubblica è d'accordo con questa guerra?

"La via consiste nell'incitare il popolo a condividere le idee dei governanti" (Sun-Tzu).

Le ultime manifestazioni pacifiste ci potrebbero far dubitare della perfetta concordanza di vedute fra governo e opinione pubblica. Queste, come ho già detto, sono solo alcune domande proponiamone altre e cerchiamo di verificare la sincerità e correttezza delle risposte.

"I sovrani non dovrebbero mobilitare le truppe animati dall'ira. I comandanti non dovrebbero aprire le ostilità mossi dall'indignazione. L'ira può trasformarsi in gioia, e l'indignazione in contentezza. Ma uno stato distrutto non può tornare a reggersi, e i morti non possono tornare in vita."

E' l'arte della guerra, che insegna principalmente come non doverne mai combattere una.

Isacco Trolese

   
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