Ho
riflettuto molto sulla qualità delle cose ed in un
mondo che premia la quantità questo non è
sempre facile. Come rilevato dal nostro amico Paolo Comino,
spesso la qualità delle cose è fuzzy, ossia
pelosa, sfumata. Non esiste quasi mai una netta suddivisione
fra bene e male, vero e falso, giusto e sbagliato. Molto
spesso non si può determinare dove finisca l'uno
e cominci l'altro, e nel mezzo di una cosa spesso troviamo
il germoglio dell'opposto. Trovo che il Tao cinese sia una
splendida rappresentazione grafica di questo concetto.A
questo punto però non si può restare immobilizzati
dall'indecisione, non riuscendo più a decidere ciò
che va fatto e ciò che si deve evitare e quindi deve
entrare in gioco un po' di sano pragmatismo. In questo modo
possiamo sicuramente opporci fermamente agli attentati terroristici
ed etichettarli abbastanza facilmente come "Male";
altrettanto tranquillamente possiamo sostenere le opere
di carità della scomparsa Madre Teresa di Calcutta
e di quanti come lei hanno consacrato la propria vita alla
solidarietà, ed etichettare tutto questo come "Bene".Ma
quando le acque si fanno torbide e non possiamo con facilità
dividere il bene dal male, quando le scelte si fanno fuzzy,
credo che il nostro faro guida debba essere la prudenza.
La scelta deve ricadere sempre dove crediamo risieda la
più bassa probabilità di creare danni alla
società intesa come persone, cose e stili di vita.Nel
nostro caso specifico, ossia la ormai probabile guerra in
Iraq, abbiamo da un lato l'opinione pubblica che è
per la pace ad ogni costo, magari con soluzioni interventiste
come quella portata avanti da Pannella per l'esilio di Saddam,
dall'altro lato i governi di alcuni paesi che vedono nella
guerra l'unica possibilità. Se però gli scopi
dichiarati di questa guerra sono manifestamente "buoni",
ossia fermare il terrorismo, i risultati sono quanto mai
incerti: come già detto altrove, con la guerra in
Afghanistan i capi dell'organizzazione terroristica Al Qaeda
non sono stati catturati, ma certi sono gli effetti dei
bombardamenti a tappeto previsti dagli Stati Uniti: migliaia
di vite civili ed innocenti distrutte. Senza considerare
il fatto che quasi certamente gli scopi di questi governi,
ed in particolare degli USA, non sono solo quelli dichiarati.E
per questo ritengo senza alcun dubbio che la via della prudenza,
oltre a quella del cuore, conduca chiaramente alla pace
e non ad una guerra preventiva.
Isacco
Trolese
|