meta.home
meta.politica
meta.cultura meta.società meta.about

 

20 02 03 | 18.30

Logica fuzzy
di Isacco Trolese

 

 
link

 


01 Emergency

02 L'arte della Guerra (english)


Politica

Politica interna
Politica estera


Cultura
Architettura
Arte
Cinema
Fotografia
Letteratura
Musica


Società
Costume
Televisione
 

Ho riflettuto molto sulla qualità delle cose ed in un mondo che premia la quantità questo non è sempre facile. Come rilevato dal nostro amico Paolo Comino, spesso la qualità delle cose è fuzzy, ossia pelosa, sfumata. Non esiste quasi mai una netta suddivisione fra bene e male, vero e falso, giusto e sbagliato. Molto spesso non si può determinare dove finisca l'uno e cominci l'altro, e nel mezzo di una cosa spesso troviamo il germoglio dell'opposto. Trovo che il Tao cinese sia una splendida rappresentazione grafica di questo concetto.A questo punto però non si può restare immobilizzati dall'indecisione, non riuscendo più a decidere ciò che va fatto e ciò che si deve evitare e quindi deve entrare in gioco un po' di sano pragmatismo. In questo modo possiamo sicuramente opporci fermamente agli attentati terroristici ed etichettarli abbastanza facilmente come "Male"; altrettanto tranquillamente possiamo sostenere le opere di carità della scomparsa Madre Teresa di Calcutta e di quanti come lei hanno consacrato la propria vita alla solidarietà, ed etichettare tutto questo come "Bene".Ma quando le acque si fanno torbide e non possiamo con facilità dividere il bene dal male, quando le scelte si fanno fuzzy, credo che il nostro faro guida debba essere la prudenza. La scelta deve ricadere sempre dove crediamo risieda la più bassa probabilità di creare danni alla società intesa come persone, cose e stili di vita.Nel nostro caso specifico, ossia la ormai probabile guerra in Iraq, abbiamo da un lato l'opinione pubblica che è per la pace ad ogni costo, magari con soluzioni interventiste come quella portata avanti da Pannella per l'esilio di Saddam, dall'altro lato i governi di alcuni paesi che vedono nella guerra l'unica possibilità. Se però gli scopi dichiarati di questa guerra sono manifestamente "buoni", ossia fermare il terrorismo, i risultati sono quanto mai incerti: come già detto altrove, con la guerra in Afghanistan i capi dell'organizzazione terroristica Al Qaeda non sono stati catturati, ma certi sono gli effetti dei bombardamenti a tappeto previsti dagli Stati Uniti: migliaia di vite civili ed innocenti distrutte. Senza considerare il fatto che quasi certamente gli scopi di questi governi, ed in particolare degli USA, non sono solo quelli dichiarati.E per questo ritengo senza alcun dubbio che la via della prudenza, oltre a quella del cuore, conduca chiaramente alla pace e non ad una guerra preventiva.

Isacco Trolese

   
mail