Ciao
Beppe,
non ti nascondo che non mi aspettavo questa accoglienza.
Meglio: maliziosamente sapevo che scrivendo un articolo
sui blog e segnalandolo a Mantellini qualcosa ne sarebbe
venuto fuori, ma, credimi, il calcolo si fermava qui. L'idea
dell'articolo m'è venuta in circostanze non sospette,
e senza pensare poi a che impatto poteva avere. Capita che
da più di un anno usi annotare su un taccuino ciò
che faccio durante la giornata, chi incontro, che libri
sto leggendo, che film vedo ecc. Alcune volte questi scritti
finiscono in Metafluxus, molto più spesso se ne stanno
lì, fra quelle pagine che leggo solo io. Pensavo
insomma a che differenza dimensionale c'è fra lo
spazio privato del mio taccuino e il blog. Spesso infatti
il blog è stato descritto come il "diario online".
Forse ciò era vero all'inizio, ma ormai è
un po' riduttivo descriverli così. I blog sono diventati
qualcosa di molto diverso e, fortunatamente, di molto più
interessante. Però io sono partito da questa constatazione
banale: perché ci sono migliaia di persone che vogliono
condividere ciò che io mi tengo per me? E perché
a me la cosa non interessa? Non fraintendere: a me i blog
piacciono, e mi pare di averlo dimostrato. Cercavo solo
di capire perché. Ponendomi io in rapporto con l'esteso
magma dei blogger, l'indagine ha assunto questa prospettiva
"ego"istica che un po' mi rimproveri. E ti do
ragione. Il presupposto era un po' forzato, e poi parlare
di crisi dell'uomo moderno. Quella era la parte che mi convinceva
di meno, anche se ci vedevo qualcosa di buono. Credo che
sia la parola "crisi" che genera confusione: normalmente
la si intende con accezione negativa, come uno stato confusionale
e distruttivo, mentre io la intendo come il principio dell'atto
creativo. Quando l'individuo è in crisi, in quel
preciso momento inizia la creazione e la cosa diventa interessante.
Alcuni contemplano la crisi e ci sguazzano dentro, altri
ne escono: comunicano, parlano d'altro per parlare di se
stessi e altre cose. Questa tesi mi ha fornito una risposta,
parziale quanto vuoi, ma almeno mi ha spiegato perché
così tanta gente abbia voglia di rendersi pubblica,
di manifestarsi in una comunità, senza filtri. L'articolo
era pure carente rispetto alle categorie dei blog: ce ne
sono a migliaia, e non è render loro giustizia trattarli
come se fossero tutte mele o tutte pere. Vero. Però
ho scritto un articolo, mica un saggio. Ho dovuto sintetizzare
per non tediare.
1. Sincerità blog
Mi pare di capire che quella parte non ha suscitato reazioni,
anche se mi pareva la più inedita. Ne prendo atto
e me lo spiego con una generale concordanza di opinioni
al riguardo.
2. Blog e potere
Quella sul potere invece ha pungolato di più. Me
l'aspettavo. Essendo partito dall'ego non potevo che finire
a parlare di potere. L'individuo all'interno della comunità
stabilisce delle relazioni, e spesso queste si concretizzano
in rapporti di potere.
[
> ho l'impressione che tu sia stato tratto in inganno...
]
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