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03 02 04 | 23.20

L'ego dei Blog/2.
di Martino Pietropoli

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Ciao Beppe,
non ti nascondo che non mi aspettavo questa accoglienza. Meglio: maliziosamente sapevo che scrivendo un articolo sui blog e segnalandolo a Mantellini qualcosa ne sarebbe venuto fuori, ma, credimi, il calcolo si fermava qui. L'idea dell'articolo m'è venuta in circostanze non sospette, e senza pensare poi a che impatto poteva avere. Capita che da più di un anno usi annotare su un taccuino ciò che faccio durante la giornata, chi incontro, che libri sto leggendo, che film vedo ecc. Alcune volte questi scritti finiscono in Metafluxus, molto più spesso se ne stanno lì, fra quelle pagine che leggo solo io. Pensavo insomma a che differenza dimensionale c'è fra lo spazio privato del mio taccuino e il blog. Spesso infatti il blog è stato descritto come il "diario online". Forse ciò era vero all'inizio, ma ormai è un po' riduttivo descriverli così. I blog sono diventati qualcosa di molto diverso e, fortunatamente, di molto più interessante. Però io sono partito da questa constatazione banale: perché ci sono migliaia di persone che vogliono condividere ciò che io mi tengo per me? E perché a me la cosa non interessa? Non fraintendere: a me i blog piacciono, e mi pare di averlo dimostrato. Cercavo solo di capire perché. Ponendomi io in rapporto con l'esteso magma dei blogger, l'indagine ha assunto questa prospettiva "ego"istica che un po' mi rimproveri. E ti do ragione. Il presupposto era un po' forzato, e poi parlare di crisi dell'uomo moderno. Quella era la parte che mi convinceva di meno, anche se ci vedevo qualcosa di buono. Credo che sia la parola "crisi" che genera confusione: normalmente la si intende con accezione negativa, come uno stato confusionale e distruttivo, mentre io la intendo come il principio dell'atto creativo. Quando l'individuo è in crisi, in quel preciso momento inizia la creazione e la cosa diventa interessante. Alcuni contemplano la crisi e ci sguazzano dentro, altri ne escono: comunicano, parlano d'altro per parlare di se stessi e altre cose. Questa tesi mi ha fornito una risposta, parziale quanto vuoi, ma almeno mi ha spiegato perché così tanta gente abbia voglia di rendersi pubblica, di manifestarsi in una comunità, senza filtri. L'articolo era pure carente rispetto alle categorie dei blog: ce ne sono a migliaia, e non è render loro giustizia trattarli come se fossero tutte mele o tutte pere. Vero. Però ho scritto un articolo, mica un saggio. Ho dovuto sintetizzare per non tediare.

1. Sincerità blog
Mi pare di capire che quella parte non ha suscitato reazioni, anche se mi pareva la più inedita. Ne prendo atto e me lo spiego con una generale concordanza di opinioni al riguardo.

2. Blog e potere
Quella sul potere invece ha pungolato di più. Me l'aspettavo. Essendo partito dall'ego non potevo che finire a parlare di potere. L'individuo all'interno della comunità stabilisce delle relazioni, e spesso queste si concretizzano in rapporti di potere.

[ > ho l'impressione che tu sia stato tratto in inganno... ]

 

   
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